Archivio mensile:marzo 2012

Sulle tracce del cucibocca

presentazione ufficiale venerdì  23 marzo 2012 per il documentrio sulle tracce del cucibocca

 

l’evento si svolgerà presso – CEA di Montescaglioso (MT) – Convento della SS. Concezione

Presentazione progetto. Interventi F. Lomonaco – V. Stasolla – A. Garbellano

30 Marzo – Abbazia S. Michele Arcangelo Montescaglioso (MT)

All’interno della conferenza sui Carnevali e i riti di Basilicata.
Apertura lavori con la proiezione del Docu Film.

Interventi del Prof. Ferdinando Mirizzi docente di antropologia culturale Università di Basilicata.

Un doppio appuntamento a Montescaglioso, in provincia di Matera, allieterà le serate di questo fine mese, 23 e 30 Marzo ore 19.00, con la prima e tanto attesa proiezione del documentario dal titolo “Sulle tracce del Cucibocca”, elaborato dalla solerte mano dei tecnici audio e video della nota e locale Ass.ne Treenet Studios e promosso dal Comune di Montescaglioso. Veri professionisti all’azione, come Francesco Lomonaco e Luigi Gallipoli (Montescaglioso), Angelo Calabrese e Nicola Galante (Ginosa), i quali hanno reso un film quello che sembrava essere un fenomeno in via d’estinzione. Quel fenomeno etno-antropologico riscoperto da Franco Caputo e dai soci del C.E.A. di Montescaglioso, e infine posto nero su bianco da Vincenzo Stasolla, con il primo e sinergico saggio “Dialogo intorno alla maledizione apotropaica” (consultabile anche sul web digitando “vstasolla.blogspot.com”, già ospitato a puntate sulle pagine di Piazzanews e del Corriere del Giorno) che ne ritrae il comportamento di questa misteriosa figura che deambula per le strade montesi durante la notturna vigilia dell’Epifania.

La prima serata di venerdì 23, ore 19.00, presso l’Ex Convento delle Clarisse, sarà interamente dedicata alla visione del Docufilm succitato, con l’intervento di F. Lomonaco, V. Stasolla, A. Garbellano. «La nostra idea di riassumere la Notte dei Cucibocca, citando tutte le ipotesi a livello imparziale», spiega Nicola Galante cameraman della Treenet Studios, «è quella di preservare alcune tradizioni, alcuni rituali e modi di concepire la realtà, che lentamente sembrano ahimè scomparire, e solo mediante un docufilm si è più diretti nel diffondere la conoscenza di questo fenomeno».

La seconda serata di sabato 30, ore 19.00, presso l’imponente Abbazia S. Michele Arcangelo (la seconda in dimensioni nel Sud Italia), vedrà ospite l’Antropologo Professor Ferdinando Mirizzi, dell’Università degli Studi della Basilicata, che esporrà il ruolo e il significato del Carnevalone Montese.

Ma qual è il ruolo del brutto Cucibocca? Secondo Vincenzo Stasolla, il motivo di tale agire (ossia di inveire contro i fanciulli, minacciandoli di cucirgli la bocca) va ricercato nella volontà della popolazione locale di richiamare la fertilità mediante la denuncia del termine dell’autunno e dell’avvio della stagione invernale sino all’ancora sterile pre-primavera, preparando le derrate da consumare con parsimonia (il citato “sacrificio”, col quale si immolano alcune di quelle derrate che i Cucibocca portano con loro e conservano per saziare la figura di Carnevalone [la goffa personificazione del carnevale], insegnando alla popolazione come astenersi per sopravvivere in attesa di una ventura abbondanza), ammonendo i bambini, e annunciando così, mediante i simboli del periodo pre-quaresimale, l’arrivo di un periodo (e di un nuovo anno) di prosperità primaverile, aprendo un rituale che dall’epifania termina con il Carnevalone Montese, sino al dì delle Ceneri. Un agire mascherato che pare essere attinto da antichissime scaramanzie popolari delle antiche etnie Italiche e dagli influssi coloniali Greci. Ovviamente il Cucibocca non trae origine direttamente dalla cultura pre-italica e italica, bensì è il suo agire che, mediante la comparazione etnologica, appare quasi identico ad un sostrato ancestrale che da un lato ancor oggi sorregge la scaramanzia popolare, e dall’altro, sebbene evolutosi per strade divergenti, portò in seguito alla nascita del teatro antico.
In attesa degli imperdibili eventi consigliamo la consultazione del sito www.treenetstudios.com, o ancora l’omonimo profilo Facebook. Per Info, Francesco Lomonaco: 3460930934. E non mancate, altrimenti… attenti al Cucibocca!!!

 

 

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IL BUCO NERO

treenet studios

Si definisce buco nero una regione di spazio da cui nulla, nemmeno la luce, può sfuggire. Classicamente questo avviene attorno ad un gruppo sociale emotivamente creativo. Questo gruppo è dotato di un’attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l’allontanamento di alcunché dal proprio gruppo. Questa condizione si ottiene quando la velocità di fuga dalla società è superiore alla velocità della luce. Un gruppo di questo genere, con questa proprietà risulterebbe invisibile alla società non creativa e la sua presenza potrebbe essere rilevata solo indirettamente, tramite gli effetti del suo intenso campo gravitazionale. Fino ad oggi sono state raccolte numerose osservazioni su società astrofisiche che possono essere interpretate (anche se non univocamente) come indicazioni dell’effettiva esistenza di buchi neri nell’universo sociale. Il termine “buco nero” è dovuto al fisico John Archibald Wheeler (in precedenza si parlava di dark star o black star).   (tratto da wikipedia)

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