Archivio mensile:novembre 2011

Sulle tracce del Cucibocca

Sono cominciate le riprese per il Docu-Film “Sulle tracce del Cucibocca”.

Il progetto lanciato da Treenet Studios nell’ambito delle sue attività promozionali della cultura Lucana, sarà sostenuto dall’Assessorato alla promozione turistica della Provincia di Matera e si avvarrà della collaborazione  del CEA di Montescaglioso, Ulderico Pesce e della Sala di registrazione F. De Andrè.

Il Cucibocca è una tradizione  unica in tutto il Meridione: misteriose figure vestite di scuro, mantello o vecchi cappotti, in testa un cappellaccio o un disco di canapa da frantoio, il viso incorniciato da folte barbe bianche. Al piede una catena spezzata che striscia sul selciato con un sordo rumore. Bussano alle porte e chiedono offerte in natura. In mano un canestro con una lucerna ed un lungo ago con cui minacciano di cucire la bocca ai bambini. Scompaiono nel buio con l’avanzare della notte. I bambini, attratti ma spaventati si rifugiano tra le braccia dei genitori e rientrano in casa per andare presto a letto permettendo alla Befana di riempire le calze con giocattoli, dolciumi e regali. Così come vuole la tradizione, in casa e in piazza, si consumano i nove bocconi delCucibocca. Nella misteriosa notte che precede l’Epifania si concentrano riti e credenze delle grandi comunità contadine che per secoli hanno maturato nel profondo della propria identità tradizioni mutuate dai tempi più remoti. Il cucire la bocca segna la fine delle libagioni natalizie. L’avvicinarsi della Quaresima induce al digiuno ed alla astinenza dalla carne, per altro ancora praticate nella vigilia dell’Epifania nelle comunità italoalbanesi della Basilicata e della Calabria. Secondo una credenza ancora presente in molti paesi del Meridione, nella notte del 5  Gennaio, le anime dei defunti, tornano tra i vivi dal Purgatorio e si dirigono verso le case ove hanno vissuto. Il corteo sfila nella notte più profonda, invisibile ai viventi che, nel totale silenzio, si barricano in casa e lasciano un’offerta, libagioni e acqua per dissetare le anime arse dalle fiamme. Il misterioso corteo dei Cucibocca, con un fiammella in un canestro, la catena al piede che segnala la loro presenza e la richiesta del silenzio e dell’offerta, appare una rivisitazione della processione delle anime del Purgatorio… [testo a cura di Franco Caputo, CEA]

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Cinema Lucano tra peperoni, Aglianico e petrolio

Nel panorama ortofrutticolo lucano, i Peperoni di Senise sono uno dei prodotti tipici più rappresentativi della cultura e della tradizione gastronomica della Basilicata, accompagnati con il baccalà costituiscono uno dei piatti della “cucina povera e umile fatta d’ingenuità caduta nel gorgo perfido della celebrità” come recita una canzone di Paolo Conte.  Lo stemma della regione Basilicata raffigura tre linee blu che vanno a formare un onda, non si sà se per sottolinearne la ricca presenza delle acque o per rappresentare quel senso di annegamento che da oltre un secolo porta migliaia di lucani ad emigrare. Nonostante il vero Lucano sia “amaro”, e dalla vita le donne non vorrebbero che un lucano, oggi ci ritroviamo sempre quei soliti quattro amici al bar a dover lottare contro le nuove trivellazioni o a impedire che paesaggi costieri diventino depositi di barre di uranio e rifiuti tossici.

Ma non è di questo che voglio parlare, da piuttosto del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini o di The Passion di Mel Gibson che più del peperone crusco o dell’Aglianico del Vulture rappresentano questa terra nel mondo. E già, perché è meglio parlare di finzione quando la realtà è ben diversa, qualcuno dice che dalla finzione del cinema e del teatro si possono nutrire anima e senso critico, quel senso critico (e non la critica fine a se stessa) che noi lucani non abbiamo mai avuto troppo sviluppato, o che forse ci è stato estirpato con le occupazioni straniere, con le vessazioni dei galantuomini o con le fucilazioni di quell’ unità di Italia, che piuttosto che unire ha diviso le madri dai figli in quel flusso di emigrazione che non ha mai visto momenti di vera tregua.

Terra immobile, metafisica e senza tempo, dove dal 1950 al 2007 sono stati girati 36 film ed un numero imprecisato di documentari, cortometraggi, spot ecc.  Un numero enorme se si pensa che la Basilicata è una regione dove mancano i collegamenti stradali e le ferrovie, morfologicamente instabile, colline e montagne, popolate di paesini sperduti, dove la vita scorre lenta al ritmo di tradizioni e riti rimasti intatti nei secoli. A breve tutto questo potrà sembrare un ricordo, queste eremi sono abitati da anziani-custodi di quella cultura antica, saggia ed ospitale, ricca di sfumature e legata alle attività della terra, quella cultura che in film come I Basilischi, Il demonio, Terra Bruciata, Cristo si è fermato ad Eboli, è stata usata pretestuosamente per  mostrare l’arretratezza meridionale (vera arretratezza o avanguardia?).

Oggi però noi giovani abbiamo una responsabilità ed anche una possibilità, per chi è cresciuto a pane (o meglio a tarallucci, vino) e dvd, la nostra terra rappresenta un serbatoio di paesaggi unici, intatti, che possono diventare attrazione sul grande schermo, il regista Francesco Rosi lo capì benissimo quando presentò il suo Cristo si è fermato ad Eboli, per la prima volta ad un festival fuori dall’ Italia, ebbe a dire “cosa capiranno questi,  in America, a Chicago? I calanchi, le terre arse, i contadini, cosa capiranno? ebbene alla fine della proiezione piangevano tutti”.  Si trattava di Craco, un paese fantasma oggi diventato meta di turisti, cineasti, artisti.

E’ dal primo set importante che si è cominciato a parlare di fare della Basilicata una terra di cinema e turismo, anche perchè era evidente che non sarebbe mai stata una regione industrializzata, e di questa fortuna solo oggi possiamo capirne l’importanza, anziché accumulare scheletri di capannoni industriali, abbiamo accumulato capitale di conoscenze, siamo emigrati, siamo ritornati, siamo ripartiti e alle porte del 2012, siamo di fronte ad una nuova sfida, quella della Film Commission Basilicata. Un iniziativa di cui da oltre 12 anni si discute, e che grazie al web 2.0 e ai numerosi lucani che oggi operano nel cinema, ha ripreso ad essere argomento di discussione. Film Commission vuol dire attrarre investimenti, fornire servizi, formare le manovalanze, educare il grande pubblico. Abbiamo l’opportunità di riprendere le vecchie maestranze e riconvertirle per fornire servizi alle produzioni, abbiamo la grande fortuna di trasformare la nostra ospitalità in opportunità lavorativa, lavorando sul terziario e la comunicazione possiamo offrire pace e tranquillità per la mente e l’anima, e in tutto questo non ci servirà inseguire affannosamente la velocità del mondo ma ci basterà aspettare che esso rallenti e venga tra le nostre colline per ripensarsi, ed in tutto ciò potremmo ritrovare il nostro posto senza essere avulsi o inglobati e stritolati.

In questo contesto dovrà diventare prioritario rieducarci, a partire da quei piccoli centri dove la televisione ha creato alienazione. Nel recente forum per la Film Commission del 16 novembre, l’attore lucano Ulderico Pesce ha espresso l’idea che è più importante portare il cinema nei piccoli paesini come S. Paolo Albanese (poco più di 300 abitanti) piuttosto che parlare di grandi produzioni nella città di Matera, la Basilicata non è solo i suoi 2 centri più grandi, ma è un caleidoscopio di centri abitati quasi isolati e collegati al mondo più dalla televisione che da internet o da superstrade, per questo il cinema e il teatro nei piccoli centri, sempre secondo l’attore, possono permettere alla gente di ritrovarsi per discutere e sviluppare l’uomo e l’anima coltivando la bellezza. A questa grande sfida, noi lucani che operiamo in questo settore e che ogni giorno ci scontriamo con la difficile realtà, dobbiamo farci trovare pronti, uniti per dare il  nostro contributo alla terra che tanto amiamo e dalla quale non vorremmo separarci, come aveva a dire il poeta lucano R. Scotellaro, “la terra mi tiene” e allora coltiviamola.

(..Sradicarmi? la terra mi tiene/e la tempesta se viene/mi trova pronto..)